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GIO' E' UN
BIMBETTO piccolo e paffuto. Una ghirlanda di riccioli biondi gli
incornicia il viso roseo.
Rosa come solo
certi tramonti estivi ci sanno regalare. Adesso è tra le braccia di mamma
Francesca e beve il latte dal biberon che lei gli porge.
Buono questo
latte pensa Giò, ma che fatica svuotare tutto il biberon! Ehi ragazzi qui
bisogna crescere, quindi mi tocca!
Stremato dalla
fatica, quando anche l’ultima goccia di latte è sparita si addormenta
mentre la mamma gli accarezza dolcemente i riccioli tutti sudati e lo
culla tra le sue braccia.
Giò si
addormenta subito.
Dopo qualche
tempo comincia ad agitare le braccia e le gambe con forza, facendole
roteare nel vuoto. Poi diventa paonazzo e sbuffa come una locomotiva.
Certamente sta facendo un sogno che lo impegna molto.
Ma cosa starà
mai sognando Giò? Sembra stia combattendo contro un drago verde con le
narici fumanti, che infesta Colfiorito, dove sorge il castello della
principessa Azzurra, tenuta prigioniera dal mostro fino a quando un
cavaliere coraggioso e intrepido non la libererà.
Dagli sforzi che
Giò pare compiere nel sonno, credo che quel cavaliere sia proprio lui.
Poi, finalmente,
smette di agitarsi ed apre gli occhi. La principessa è stata liberata. Lo
sguardo rassicurante della mamma lo accoglie nel mondo lasciando che il
sogno del suo bambino raggiunga il luogo dove abitano tutti i sogni dei
bambini.
Coraggiosi come
Giò.
Un
luogo magico dove tutto è possibile.
Dedicato a Giò e a mamma Francesca
(Settembre
2005)
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